SCIOPERIAMO PER I BAMBINI…
LE RAGIONI DI UNO SCIOPERO
CONTRO TAGLI CHIAMATI RIFORMA…
LETTERA RIVOLTA ALLA POPOLAZIONE
GENT.MI/GENT.ME
Con questa lettera le insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria di Cisterna vogliono motivare le loro scelte in relazione allo sciopero del 30 ottobre.
Le insegnanti che aderiscono allo sciopero lo fanno per DIFENDERE I DIRITTI DEI BAMBINI poiché, anche se la comunità sembra pensare che il nostro territorio uscirà indenne da questi provvedimenti, ritengono che le leggi approvate fino ad ora (Legge 133 del 6 agosto 08 e relativo schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze di cui all’art. 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 con il decreto Legge, chiamato Gelmini, approvato dal senato il 29 novembre) siano sufficienti per chiudere, se non nel prossimo anno, in quelli seguenti, le scuole di Cisterna.
Poiché molti continuano a pensare: “Tanto la riforma non toccherà la nostra scuola”, senza soffermarsi sul fatto che l’idea di cittadinanza attiva (che la nostra scuola intende promuovere) includa quella di “responsabilità’” e “partecipazione”, con il presente documento vi presentiamo alcuni stralci delle leggi approvate (e documenti collegati) con le ipotesi sulle possibili conseguenze che si determinerebbero in seguito all’applicazione di tali norme.
Nello schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze di cui all’art. 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 si legge:
“In effetti, la polverizzazione sulterritorio di piccole scuole non risulta funzionale al conseguimento degli obiettivi didatticopedagogici,in quanto non consente l’inserimento dei giovani in comunità educative culturalmenteadeguate a stimolarne le capacità di apprendimento e di socializzazione.
Si rende pertanto necessario non solo eliminare le numerose situazioni non conformi ai parametri dell’attuale normativa, ma anche ripensare il sistema nel suo complesso al fine dell’ottimizzazione e della perequazione delle risorse umane a sostegno di una maggiore funzionalità gestionale, prevedendo anche ricorrenti verifiche, tali da prevenire e correggere tempestivamente le eventuali anomalie.”
PER IL MINISTERO UNA PICCOLA SCUOLA E’ QUELLA CON MENO DI 50 ALUNNI:
“Il dimensionamento delle istituzioni scolastiche dovrà procedere pertanto attraverso la verifica delle situazioni in atto finalizzata al rispetto dei parametri previsti dalla normativa vigente per il funzionamento delle scuole autonome, a cominciare dai territori non ubicati nelle comunità montane o nelle piccole isole, anche attraverso il progressivo superamento delle attuali situazioni relative a plessi e a sezioni staccate con meno di 50 alunni.” (SCHEMA DI PIANO PROGRAMMATICO)
COME SI LEGGE, NESSUNO ESCLUSO ANCHE PERCHE’, COME LE NOSTRE, SONO MIGLIAIA LE SCUOLE NELLA STESSA SITUAZIONE IN TUTTA ITALIA.
QUINDI PURTROPPO NON C’E’ SCRITTO: “ESCLUSA CISTERNA”…
LA SCUOLA DI CISTERNA RIENTRA TRA QUELLE “PICCOLE SCUOLE CHE NON PERMETTONO L’INSERIMENTO DEI GIOVANI IN COMUNITA’ EDUCATIVE CULTURALMENTE ADEGUATE A STIMOLARNE LE CAPACITA’ DI APPRENDIMENTO E SOCIALIZZAZIONE” .
QUESTA COSA CI SEMBRA UN PO’ STRANA, SE SI PENSA CHE LE NOSTRE SCUOLE, NEGLI ULTIMI 10 ANNI SONO CRESCIUTE COME NUMERO DI BAMBINI (ANCHE SE PER IL MINISTERO SONO POCHI) E HANNO CONSOLIDATO PROGETTI DI VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO, DELLE TRADIZIONI ATTRAVERSO L’IDEA DI PROMUOVERE LA “COMUNITA’ EDUCANTE”: SCUOLA E TERRITORIO UNITE PER LO SVILUPPO E LA VALORIZZAZIONE DEI BAMBINI AL FINE DI RENDERLI CITTADINI ATTIVI, COSTRUTTORI DEL LORO FUTURO.
Alla luce di questi criteri ECCO I DATI: LA SCUOLA DELL’INFANZIA DI CISTERNA, NEL PROSSIMO ANNO AVRA’ 47 BAMBINI (NELL’A.S IN CORSO NE CONTA 52, IL PROSSIMO ANNO SE NE ANDRANNO 15 E NE ENTRERANNO 10).
LA SCUOLA PRIMARIA DI CISTERNA: IL PROSSIMO ANNO ANDRANNO ALLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 7 BAMBINI E DOVREBBERO ESSERE ISCRITTI 15 BAMBINI IN CLASSE PRIMA. NEL CASO IN CUI, PER MOTIVI VARI E LEGITTIMI, QUALCHE ALUNNO FOSSE ISCRITTO IN ALTRE SEDI, NON POTRA’ ESSERE ATTIVATA LA CLASSE PRIMA (E I BAMBINI RIMASTI NON POTRANNO ESSERE ACCORPATI AD ALTRE CLASSI PERCHE’ SI SUPEREREBBE IL NUMERO MASSIMO PER UNA PLURICLASSE CHE E’ STATO AUMENTATO A 18). DI CONSEGUENZA LA SCUOLA NON RAGGIUNGEREBBE UN NUMERO DI ISCRITTI SUPERIORE AI 50 BAMBINI (SI ATTESTEREBBE A QUOTA 45 ALUNNI) E VERREBBE CHIUSA.
OVVIAMENTE SAREBBE SOLO LA CONSEGUENZA DELL’ APPLICAZIONE DI UNA LEGGE DELLO STATO, (NON UN DISPETTO AL NOSTRO PAESE IN PARTICOLARE) CHE NON PUO’ PREVEDERE, PER FORZA DI COSE, SOLO ECCEZIONI PERCHE’ NON RAGGIUNGEREBBE PIU’ LO SCOPO PER IL QUALE E’ STATA VOTATA - CHE E’ QUELLO DI “RAZIONALIZZARE LA RETE SCOLASTICA” OSSIA DI CHIUDERE SCUOLE COME E’ SCRITTO NEL DECRETO.
Per quanto ci riguarda, nella migliore delle ipotesi, se i bambini venissero tutti iscritti nella scuola primaria di Cisterna, (raggiungendo l’incredibile quota di 60 alunni) verrebbe comunque tagliato il numero delle insegnanti (terza e quinta verrebbero accorpate in una pluriclasse permanente di 17 alunni) e ridotto il tempo scuola a 24 ore settimanali ( la richiesta di 30 ore che viene indicata in questi giorni dagli organi di STAMPA, se richiesta dai genitori, potrà essere soddisfatta solo con il pagamento di ore aggiuntive degli insegnanti disponibili da parte del FONDO DI ISTITUTO DELLA SCUOLA, fino ad esaurimento dello stesso ed è poco probabile che tutte le situazioni possano essere soddisfatte per OVVIA CARENZA DI RISORSE).
IL PROBLEMA NON È QUINDI SOLO LEGATO ALLA PRESENZA O MENO
DEL MAESTRO UNICO.
La cosa che ci fa riflettere è avere la percezione che il NOSTRO TERRITORIO sia rimasto indifferente di fronte a questi temi. CON QUESTA RIFORMA, SICURAMENTE, SI CHIUDERANNO MOLTE SCUOLE, NON SI VALORIZZERANNO GLI INSEGNANTI CHE LAVORANO DI PIU’ MA, PER ASSURDO, FORSE QUELLI CHE LAVORANO DI MENO, CHE NON SI AGGIORNANO, ANCORATI ALL’ IDEA DI UNA SCUOLA PER POCHI, LONTANA DA QUELLA EUROPEA E NELLA QUALE VANNO AVANTI SOLO QUELLI PARTICOLARMENTE CAPACI PERCHE’, PER GLI ALTRI, NON CI SONO NE’ TEMPO NE’ RISORSE PER IL RECUPERO.
NOI SIAMO CONVINTE CHE TUTTI ABBIANO DIRITTO AL FUTURO, ANCHE CHI NON HA COMPETENZE STRABILIANTI E IN QUESTI ANNI, NELLE NOSTRE SCUOLE, SI È DIMOSTRATO CHE UN’ALTRA SCUOLA È POSSIBILE, CHE TUTTI I BAMBINI POSSONO ESSERE FELICI A SCUOLA, CHE IMPARARE NON VUOL DIRE ESSERE MORTIFICATI, MA VALORIZZATI. QUESTA E’ LA NOSTRA IDEA DI SCUOLA.
Anche se le scuole non chiudessero, la riduzione delle insegnanti non permetterebbe di portare avanti queste idee. Nella scuola dell’infanzia si farà assistenza e in quella primaria non molto di più.
SICURAMENTE, DA QUALCHE PARTE, UN’ ALTRA SCUOLA CI SARA’, NON SARA’ PIU’ LA STESSA MA CI SARA’ E MAGARI SARA’ CONSIDERATA MIGLIORE DI QUELLA CHE FINORA ABBIAMO PROPOSTO.
QUESTO SILENZIO NON CI PUO’ FAR PENSARE AD ALTRO,
INTANTO, ALTROVE, LA MAGGIOR PARTE DELLE FAMIGLIE ITALIANE CHIEDONO: “PERCHE’?”.
GIA’, CHISSA’ PERCHE’?
QUELLO CHE E’ CERTO E’ CHE QUESTA SCUOLA ( QUALUNQUE ESSA SIA) NON SARA’ PIU’ A CISTERNA. QUESTO E’ UN DATO DI FATTO CHE PRATICAMENTE NESSUNO, ALLO STATO ATTUALE, PUO’ CONFUTARE CON FATTI E NUMERI… NON PAROLE.
LA SCOMPARSA DELLA SCUOLA TRASFORMERA’ CISTERNA IN “DORMITORIO”.
PENSATECI
GRAZIE PER L’ ATTENZIONE
Le insegnanti delle Scuole Statali dell’ Infanzia e Primaria di Cisterna d’Asti
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