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UNA NUOVA AVVENTURA ASSOCIATIVA: UN SITO

di Letizia Fassio

Perché aprire un sito per una piccola realtà come la nostra? AIMC un gruppo di persone di scuola ASTI una piccola provincia SCUOLA a chi può interessare ancora? CATTOLICI veramente fuori moda!! E allora che senso può avere voler raccontare quello che succede intorno alla scuola, per opera di un gruppo di insegnanti e dirigenti che si confrontano, fanno "strane" letture e finiscono con il credere quello che scriveva l'antropologa Mead, di "non sottovalutare mai le potenzialità che hanno i piccoli gruppi di cambiare il mondo": certamente non ci illudiamo che ciò avvenga, tanto meno per opera nostra, però, ci piace pensare che possa succedere, e soprattutto crediamo, da cattolici, che bisogna custodire l'orizzonte evangelico della vigilanza, che potremmo laicizzare con il termine orientamento, modo di guardare.., perché la "sapienza delle priorità" ponga l'educazione, e quindi anche la scuola, davanti a tutto. La scuola non può essere in preparazione alla vita, la scuola è, e deve essere, vita: "una scuola che vada bene per tutti atei e credenti" (D.Milani) perché, intorno alla sacralità della vita, che si fa progetto di salvaguardia del singolo e di garanzia della specie, ci ritroviamo tutti, perché cancellare la fisicità, cancellare la vita, se mai fosse possibile, significherebbe il silenzio per l'umanità. Scriveva il Cardinal Martini "C'è in noi un ateo potenziale che grida e sussurra ogni giorno le sue difficoltà a credere" e io mi sento di aggiungere che "in ogni ateo esiste un credente potenziale che grida e sussurra la sua tensione verso l'Alto": potrei essere smentita dai non credenti così come il Cardinal Martini è stato ripreso dalla stessa gerarchia ecclesiastica, ma sono profondamente convinta del senso religioso presente in ogni uomo. Walter Brugmen sosteneva "possiamo dire che tutto il sogno di Dio può essere raccolto con tre parole: Dio vuole per il suo popolo un'economia di uguaglianza e una politica di giustizia e per fare questo ci vuole un'esperienza religiosa e ognuno di noi ha una sua religiosità". E allora noi vorremmo "cogliere sinfonicamente la nostra esistenza assieme a quella degli altri" e promuovere azioni condivise verso un unico scopo che è la vita dei nostri figli: un popolo che non si prende cura dei propri figli non merita di sopravvivere.

Sulla sfida educativa, sulla competenza professionale, e sulla volontà di incontro con tutti, si gioca il nostro essere associazione, e, per questo, ormai da anni, ci spendiamo: un po' siamo riuscite, a sensibilizzare la gente di scuola sull'urgenza educativa, a migliorarci, e a lavorare con tutti, al di là delle varie appartenenze, e possiamo quasi credere a quanto scriveva Basaglia nelle sue Lezioni Brasiliane "La cosa importante è che abbiamo dimostrato che l'impossibile diventa possibile. Non credo che il fatto che un'azione riesca a generalizzarsi voglia dire che si è vinto. Il punto importante è un altro, è che ora si sa che si può fare. È quello che ho già detto mille volte: noi nella nostra debolezza, in questa minoranza che siamo, non possiamo vincere perché il potere vince sempre. Noi possiamo al massimo convincere. Nel momento in cui convinciamo noi vinciamo, cioè determiniamo una situazione di trasformazione difficile da recuperare". Cantava Lucio Dalla "il pensiero è come l'oceano non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare" e allora vogliamo porci nelle condizioni dei "nani" di Metalogicon "sulle spalle dei giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontano, non certo per l'altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti", bellissima metafora della conoscenza utilizzata da Giovanni di Salisbury e attribuita al cancelliere della cattedrale di Chartres. Siamo quindi coloro che vogliono porsi nelle condizioni di poter vedere, imparare, migliorare perché in fondo ci sentiamo piccoli come nani. In questa nostra partita vogliamo far giocare più gente possibile, ed ognuno, in associazione e nella sua scuola, diventa una pietra di quelle di cui parla Calvino ne Le città invisibili: "Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra: "Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? - chiede Kubilai Kan. "Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra"- risponde Marco -ma dalla linea dell'arco che esse formano". Kubilai Kan rimane silenzioso riflettendo, poi soggiunge: "Perché mi parli di pietre? E' solo dell'arco che m'importa" Marco Polo risponde "Senza pietre non c'è arco". Crediamo nella comunità, nel caso specifico in una comunità che educa principalmente attraverso e per la giustizia, la sola che può garantire rispetto per la Persona e convivenza pacifica. Non ci stiamo a far parte di coloro che "i crimini contro la vita li chiamano errori" come cantava Bertoli, e non occuparsi di educazione è senz'altro un crimine contro la vita; crediamo in una fede amica di scelte politiche per la giustizia, in una fede amica dell'intelligenza, che si interroga, in una Chiesa che ascolti prima di parlare, evitando il ruolo dei "mormoratori" di cui ci narra Luca nel suo vangelo e a cui fa riferimento San Paolo:"Sei dunque inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose." Una associazione che vuole operare con gli altri, in autonomia rispetto ai diversi schieramenti politici, e pur sentendosi, a volte, la giacca tirata dall'una o dall'altra parte, ha in realtà, al di là delle adesioni personali dei singoli, sempre dichiarato la sua indipendenza da qualsivoglia potere. E' pur vero però che, a volte, non possiamo tacere davanti a politiche che rendono i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, e noi che viviamo, nelle scuole, tra le famiglie "vere", "normali" ogni giorno, purtroppo assorbiamo questa triste realtà; politiche che accentuano le differenze e operano delle "selezioni" in base al criterio di "chi può o non può permettersi di..", " di chi è più o meno degno di."; politiche che dichiarano intoccabili le più alte cariche dello stato, che sostengono la vigilanza armata, e poi, nello specifico, politiche per la scuola che si occupano di dettagli anziché di problemi reali e si soffermano, in nome dell'uguaglianza, sui "grembiuli" piuttosto che sui princìpi, che vogliono le mani dei bambini "sporche di inchiostro" (vi rimando alla lettura del documento del direttivo nazionale AIMC sulle impronte ai bambini rom), che vogliono far credere che l'educazione alla convivenza passi attraverso il voto in condotta o l'introduzione di una disciplina, e si potrebbe continuare. Giustizia, nel nostro lavoro educativo, con i bambini e ragazzi, è educare alla solidarietà piuttosto che alla competizione, è voler azzerare la parola diversità per rivestirla di nuovo e darle un significato di bellezza e ricchezza, e poi è voler offrire ad ognuno delle possibilità, sempre; è anche, però, esigere professionalità serie, competenti, in grado di contribuire a costruire menti aperte, che si interrogano e quindi un mondo di persone meno plasmabili, un mondo meno sfruttato e più umano. Vogliamo aderire da cattolici alla proposta così affascinante di "cercare prima il Regno e la sua giustizia" attraverso la costruzione di un mondo più giusto, un mondo dove, come afferma solennemente il salmo 85: "Misericordia e verità s'incontreranno, giustizia e pace si baceranno". Scusate se, in questa apertura, ho riportato, in corsivo, alcune frasi non mie, ma quando le cose sono già state dette in modo avvolgente da altri non vale proprio la pena tentare di scopiazzarle in forme di presunta originalità con effetti senz'altro deludenti. Nel sito si troveranno notizie, giornale associativo, esperienze formative, materiali didattici, spazio per le scuole., insomma di tutto un po'.
"Buon viaggio nel nostro sito
e se volete dire la vostra. contattateci"

 

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