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BUON NATALE

Forse; quasi, come per la social card, un espediente per sentirsi “la coscienza a posto” come scriverebbe Calvino, ma che sostanzialmente non cambia le condizioni di vita di nessuno e consolida, formalmente, lo status di povertà trasformando un diritto alla giustizia in una elemosina spicciola..
Scriveva Primo Mazzolari “Io non li ho mai contati i poveri, perché non si possono con­tare: i poveri si abbracciano, non si contano. Eppure v’è chi tiene la statistica dei poveri e ne ha paura : paura di una pazienza che si può anche stancare, paura di un silenzio che potrebbe di­ventare un urlo, paura del loro lamento che potrebbe diventare un canto, paura dei loro stracci che potrebbero farsi bandiera, paura dei loro arnesi che potrebbero farsi barricata. E sarebbe così facile andare incontro al povero! Ci vuol così poco a dargli speranza e fiducia! Invece, la paura non ha mai suggerito la strada giusta.
Ieri, fu la paura che pagò manganellatori: e non vorrei che oggi la paura consigliasse di nuovo a qualcuno di foraggiare quel qualsiasi movimento di reazione invece di essere giusti verso co­loro che hanno diritto alla giustizia di tutti.”
Viene da domandarsi, però, quale è la vera povertà, chi è il povero?
Colui che è costretto a vivere di elemosina, di soprusi, di ingiustizie o colui che perpetua queste cose?
Siamo consapevoli della vera povertà? La povertà di coloro che si dimostrano ciechi nell’anima, nei sentimenti, nello spirito.
Scriveva il Cardinal Martini  "Dobbiamo riconoscere che nel mondo è presente un eccesso di male: quando si oltrepassa la pura stupidità umana - che causa danni anche gravi, ma per incuria, per inettitudine, per negligenza, per debolezza - e si arriva alla pianificazione del male fatta con cinismo e crudeltà, per godere del disagio altrui, dello schiacciamento dell'altro”.
Come insegnante mi sorgono dubbi, domande: quanto nel nostro fare quotidiano abbiamo fatto per promuovere cooperazione e non competizione? quanti gesti reali abbiamo profuso a rispetto della diversità che contraddistingue le nostre aule e non ci siamo limitate solo a dichiarazioni d’intenti? quanto con il nostro lavoro abbiamo contribuito ad educare a modelli di sviluppo più equi e sostenibili? quanto abbiamo fatto per educare alla sobrietà? quanto abbiamo speso del nostro tempo a far riscoprire la storia delle nostre terre fatta di rispetto, solidarietà, gratuità..? quanto della magia del Natale della nostra infanzia siamo riusciti a far passare ai nostri bambini…?
Quante cose essenziali abbiamo tralasciato per rincorrere il fare, i programmi, i quaderni, i voti…, in una parola i “dettagli” del vivere e non la sostanza?
Ci sono messaggi che non possono aspettare il “compleanno di Gesù” (come spesso lo definisce qualche bambino a scuola) per essere annunciati; nelle nostre scuole possiamo ancora celebrare il Natale, quello vero, che non camuffa e non nasconde le tradizioni più vere di una terra cristiana e si apre a scoprire le sorprendenti bellezze, tradizioni “altre”, con sguardo profondo e rispettoso: un Natale accogliente per tutti.
 E, allora,  non  sigilliamo il nostro Natale vero in un involucro inapribile in segno di rispetto dell’altrui credo, ma uniamoci al grido che recita la pagina conclusiva dell’Apocalisse “Vieni, Signore Gesù!” e testimoniamo il nostro impegno per una solidarietà che duri nel tempo..
Un invito per questo Natale: spendiamo un po’ di tempo a ripensare alla povertà, alla nostra povertà,  che non è quella della grotta nuda di Betlemme, né quella del mendicante che chiede solo ciò che gli sarebbe dovuto da un mondo più giusto e nemmeno quella di chi, in queste feste, non può permettersi di donare qualcosa ad una persona amata, ma quella povertà che ci rende complici silenziosi di tanta ingiustizia.
Noi, poi, che ci definiamo cattolici, non “nascondiamo la testa nell’incenso delle liturgie”, ma, come scrive il cardinal Martini “cogliamo l’ampiezza della visione di Dio” (Conversazioni Notturne- Mondadori- ottobre 2008) e abbracciamo il significato più vero della venuta di Gesù.

Buon Natale a tutti!

 

 

 

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