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COMPETENZE PER UNA "BUONA SCUOLA": QUALE RAPPORTO TRA INDICAZIONI E PROVE INVALSI?

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ASTI, 8 NOVEMBRE 2014

PROF.SSA FIORENZA TURIANO

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PROF. GIANCARLO CERINI

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DOMANDE

PROF. BRUNO LOSITO

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MONICA AVIDANO (Presidente Aimc di Asti)

Centro San Secondo al completo per il Convegno
organizzato dall'AIMC di Asti
“ La cultura della valutazione salvata dalla scuola dell'infanzia”.  Valutazione, Invalsi e La Buona scuola al centro delle tematiche del Convegno.

Sabato 8 c.m presso il Centro San Secondo di Asti, si è tenuta la seduta iniziale del Convegno “ Competenze per una Buona Scuola: quale rapporto tra nuove indicazioni, valutazione e Invalsi”, a cui farà seguito nei mesi a venire una serie di laboratori per lavorare sui documenti delle Nuove Indicazioni in area linguistica e in area matematica.  Come di consueto, il Convegno AIMC si è rivelato un incontro di qualità, con contenuti accattivanti espressi da relatori competenti, seri e preparati, coadiuvati da un'efficiente apparato organizzativo. Si è parlato di scuola, di tutta la scuola, la sigla AIMC, che per statuto riguarda la sfera scuola dell'infanzia – scuola primaria,  è portavoce di tematiche trasversali a tutto il mondo della scuola, come è giusto che sia, visto che i nostri figli entrano nel circuito scuola nella prima infanzia ed escono dalle Superiori a 19 anni. I relatori  hanno toccato, sull'argomento valutazione tutti i gradi di scuola, per cui il Convegno è stato veramente per tutti coloro che operano nel mondo della scuola. Dopo il saluto del dott. Militerno, Provveditore agli Studi di Asti, la prof.ssa Fiorenza Turiano ha trattato del rapporto tra prove Invalsi e azione didattica. Le prove Invalsi sono quella batteria di prove che vengono somministrate ai discenti alla fine di un ciclo scolastico, al termine della II elementare ( primaria), alla fine di quinta, al termine della III media e al completamento dell'obbligo, ovvero alla fine del biennio superiore. Le prove che riguardano matematica, italiano e cittadinanza sono un po' tollerate dai discenti e mal considerate dai docenti, poiché sembrano un aggravio rispetto alle prove consuete e completamente slegate dai programmi. La relatrice ha dimostrato che non è così: dietro la  produzione dei quesiti vi sono squadre di esperti molto attenti agli argomenti, alla tipologia di domanda e soprattutto all'elaborazione dei dati che le prove stesse forniscono una volta effettuate. Ma perchè parlare di Invalsi?  Perchè significa trattare della valutazione, parola -chiave dei 12 punti del decreto La Buona Scuola. Il punto 4 del decreto  La scuola fa carriera: qualità, valutazione e merito.- tratta proprio del tema: dal 2015 ogni scuola pubblicherà il proprio Rapporto di Autovalutazione e un progetto di miglioramento. Le prove Invalsi possono fornire l'estro per procedere verso quanto impone il punto del decreto. Torniamo al Convegno; se la prima Relatrice si è occupata in particolare dell' ambito matematico, il secondo relatore, il dott. Giancarlo Cerini si è espresso sulla valutazione in senso lato e qui ha pronunciato la frase che ho collocato come sottotitolo: “ la cultura della valutazione salvata dalla scuola dell'infanzia”, alludendo all'enorme lavoro progettuale che quella tipologia di scuola ha messo già in atto da tempo. Il Cerini proviene dall'Emilia, regione d' Italia all'avanguardia per quanto riguarda la scuola dell'infanzia ( scuola materna) e la scuola primaria ( scuola elementare). La valutazione è “ una mossa riflessiva”, afferma il Cerini, è un processo atto a valorizzare la scuola e il discente in un'azione congiunta. Egli ha fornito alcune indicazioni tratte sempre dal Decreto: è pronto tutto un lavoro per la valutazione delle scuole che si basa sui crediti professionali dei docenti, sui crediti didattici e sulle responsabilità della scuola.  L'ultimo intervento, prima della chiusura del Convegno, da parte del prof. Bruno Losito, lucidissimo ed essenziale esploratore del mondo della valutazione, era incentrato sulla valutazione delle competenze, sull'uso dell'Invalsi e sulla grande responsabilità che tali forme di valutazione acquisiscono all'interno della scuola futura. La moderatrice, prof.ssa Cuniberti, con grande perizia ha guidato gli interventi.  Un'ottima occasione di formazione, il Convegno AIMC, che proseguirà in forma laboratoriale. Dietro tutto ciò, naturalmente, l'ormai famoso decreto La Buona Scuola in 12 punti. E' chiaro che concentrare i bisogni della Scuola in 12 punti può sembrare riduttivo e semplificativo, ma in realtà, come il Convegno ha dimostrato, ogni punto pone sul piatto infiniti completamenti e approfondimenti. I primi 3 punti vertono su precariato e concorsi: 1) Mai più precari nella scuola; 2) Dal 2016 si entra solo per concorso; 3) Basta supplenze, ovvero ogni scuola deve dotarsi di un team stabile di docenti per coprire cattedre vacanti, tempo pieno e supplenze. Il IV punto, già citato, fondamentale per la valutazione di docenti e di scuole; il punto n.5 La scuola si aggiorna: formazione e innovazione; 6) Scuola di vetro: dati e profili on-line: tutto su rete, i dati di ogni scuola, i progetti, il budget, la valutazione e il registro nazionale dei docenti per aiutare i presidi a migliorare la propria squadra e l'offerta formativa. Ancora  7) Sblocca scuola: snellimento delle procedure burocratiche; 8) La scuola digitale; 9) Cultura in corpore sano: portare musica e sport nella scuola primaria e Arte nelle secondarie; 10) Le nuove alfabetizzazioni: lingua straniera a partire dai sei anni, e diffusione di Economia in tutte le secondarie; 11) Scuola fondata sul lavoro: alternanza scuola-lavoro obbligatoria; 12) La Scuola per tutti, tutti per la Scuola: attrarre risorse private attraverso incentivi fiscali e semplificazioni burocratiche. Gli ambiti toccati sono vari, ci attende molto lavoro, ma la posta in gioco è alta: fornire adeguata formazione ai nostri giovani.

                                                                                     M. Poggio UCIIM Asti