percorsi formativi

"PAROLE E NON SOLO" TRA MEMORIA E IMMAGINAZIONE I DIVERSI LINGUAGGI DEL COMUNICARE

- PRIMO INCONTRO: 17 OTTOBRE 2009

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- SECONDO INCONTRO: 30 OTTOBRE 2009


Venerdì 30 ottobre 2009 presso la sala convegni dell’Archivio di Stato si è tenuto il secondo incontro del progetto annuale di formazione del personale docente promosso dall’AIMC dal titolo: “PAROLE E NON SOLO: tra memoria e immaginazione, i diversi linguaggi del comunicare”. Tema di questo seminario “le parole”, le parole della poesia sviluppato da Roberto Piumini e le parole dei linguaggi tecnologici trattato da Giulio Lughi.
Roberto Piumini, notissimo scrittore e poeta o meglio “uomo di parole” come egli ama definirsi, esordisce esemplificando su come non dovrebbe essere la poesia a scuola: esercizio freddo e sterile, ripetitivo e noioso, spesso ridotto a commenti e parafrasi…..La poesia dovrebbe recuperare la parola espressiva, tipica del colloquio intimo che intercorre spontaneamente tra mamma e bambino: questa oralità così preziosa viene persa abbastanza precocemente, gli spazi di libertà di gioco con le parole vengono negati man mano che il bambino cresce, non ci sono più luoghi sociali in cui questa parola viene celebrata. La scuola –pur con tutte le sue povertà- è ancora l’unico luogo in cui questa parola ha spazio per esistere, dove può essere istituita, dove ci sono tempi e metodi perché continui ad esistere. E’ possibile giocare con le parole, è possibile imparare l’italiano in  modo divertente e creativo attraverso i giochi di parole: Piumini parla di poesia come “giocattolo privilegiato” al servizio della parola, come strumento di servizio del linguaggio. Giocando con le parole, gli alunni arricchiscono il lessico, imparano ad apprezzare il vocabolario, colgono il valore della regola, si divertono nel superare le difficoltà ortofonetiche, trovano soddisfazione nel risultato. Per raggiungere questi obiettivi, la poesia deve arricchirsi di tre caratteristiche utili: la corporeità, il gioco, la narrazione. I bambini percepiscono in modo quasi naturale la fisicità delle parole, le parole diventano gioco, immaginazione, divertimento e sviluppano la sensibilità del linguaggio. Piumini ci ha trasmesso tutto il suo amore, la freschezza della sua passione per la poesia insieme alla convinzione che sia possibile comunicarli ai bambini in modo divertente, giocoso, in un clima di autentica “felicità” per alunni ed insegnanti.
Giulio Lughi, docente presso l’Università di Torino DAMS, ha invece affrontato il tema dell’impatto delle nuove tecnologie sulle scienze umane e, di conseguenza, il nuovo  ruolo che “le parole” vengono ad assumere nel nostro contesto quotidiano che fa registrare una moltiplicazione quasi fulminea dei livelli di linguaggio di cui neppure ci rendiamo conto , a meno che non vogliamo deliberatamente farne un’analisi. Il Professor Lughi –attraverso un ampio e dettagliato excursus- ha esaminato le varie forme espressive che rispondono a caratteristiche tecnologiche peculiari dell’odierna testualità, e di conseguenza i contesti d’uso sociali e culturali entro cui avviene il passaggio tra old e new media. Ha preso in esame diversi esempi di testualità letteraria, filmica, musicale, iconica…sottolineando però come a tanta ricchezza di linguaggi di cui oggi si dispone, non corrisponda automaticamente un’adeguata ricchezza produttiva. Alcuni linguaggi, poi, utilizzano un codice ristretto che serve a dare senso di appartenenza a chi lo usa, è un  codice molto forte e costituisce spesso una barriera altrettanto forte per chi ne è al di fuori, ma occorre sempre ricordare che perché vi sia vera comunicazione occorre alterità, non omologazione. Poiché diversi sono i linguaggi ed in  continua evoluzione, emerge la necessità di conoscere e comprendere le diverse forme espressive e comunicative al fine di conoscerne le reali opportunità formative, tenendo presenti essenzialmente le prospettive di diversità e di integrazione.
I due relatori hanno affrontato il tema da punti di vista molto diversi, ma complementari, offrendoci stimoli e provocazioni su cui riflettere e lavorare, in attesa delle prossime tappe del percorso con  “le parole” del corpo e del teatro (13/11/09 – Prof. Ivano Gamelli, dell’Università Bicocca, Milano,  Prof. Walter Fornasa dell’Università di Bergamo) e dell’arte e della musica (25/11/09 – Prof.  Vitale, Presidente CEMEA, Prof. Sardo, Conservatorio “G.F. Ghedini” Cuneo).

Luisa Fassio

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Prof. Roberto Piumini

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Prof. Giulio Lughi (scarica il file in pdf 2mb)

Le parole dei linguaggi tecnologici (relazione in formato mp3 75mb)

 

 

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