
- PRIMO INCONTRO: 17 OTTOBRE 2009
- SECONDO INCONTRO: 30 OTTOBRE 2009

E’ giunto al suo terzo appuntamento il percorso di formazione “Parole e non solo…tra memoria e immaginazione, i diversi linguaggi del comunicare”, promosso dall’AIMC di Asti.
Protagonista dell’incontro, tenutosi il 13 novembre presso l’Archivio di Stato, è stato il linguaggio del corpo, rivalutato attraverso gli interventi del prof. Ivano Gamelli dell’Università Bicocca di Milano e del prof. Walter Fornasa dell’Università di Bergamo.
All’inizio dell’incontro ogni insegnante è stato invitato ad un breve scambio con il vicino per ripercorrere, raccontandoli, i gesti legati alle ritualità che ogni mattino accompagnano il proprio rimettersi al mondo.
I gesti ci raccontano, suscitano emozioni nella relazione, più delle parole, e anche più del tono di voce utilizzato.
Un buon comunicatore è qualcuno disposto al riconoscimento dell’altro.
Nel comunicare sono molti i fattori che entrano in gioco.
Il posto in cui siamo, l’ordine in cui parliamo e il tempo che occupiamo parlano per noi.
La comunicazione è anche rumore, tutto ciò che sfugge all’intenzionalità comunicativa.
Una delle chiavi del successo comunicativo è la coerenza stilistica: la partecipazione alla descrizione di chi descrive.
Il senso di ogni comunicazione sta “nella” relazione. E se parliamo della relazione educativa è fondamentale la sintonia corporea: l’insegnante è come il musicista, se non suona bene il suo strumento, annoia.
Non dobbiamo dimenticare che il soggetto ha un corpo da esprimere, non solo da contenere e imbrigliare. Recentemente parrebbe che le conquiste degli anni ’70, che hanno portato alla valorizzazione della psicomotricità, siano andate un po’ perse. C’è una scarsa attenzione al benessere, anche dell’insegnante, nella relazione educativa. Abbiamo bisogno di una nuova alfabetizzazione per le nostre parole del corpo.
In educazione ci viene chiesto di controllare l’”inatteso”, temuto come pericoloso, anziché valorizzato come risorsa. Allora i programmi rischiano di essere un copione per attori, togliendo ogni traccia di canovaccio, ogni residuo di imprevisto. In questo modo si promuove un’educazione che toglie vitalità a tutti i protagonisti dell’atto educativo.
Al contrario l’educazione è un grande gioco con uno sola regola: stare “nel” gioco senza mai stare “al” gioco.
Perché il gioco funzioni occorre una scuola che dia voce e narrazione, liberi il gesto, il suono, la parola, viva e “con-viva” emozioni, leghi relazioni ed includa le differenze di tutti.
E noi insegnanti, ne saremo davvero capaci?
In questo cammino di crescita ci accompagneranno, nel prossimo incontro, sulle “parole dell’arte” Stefano Vitali, presidente del CEMEA, e sulle “parole della musica” Aldo Sardo, del conservatorio “G.F. Ghedini di Cuneo. Il seminario si terrà, dalle ore 16,30 alle ore 19,30, mercoledì 25 novembre, presso l’Archivio di Stato.
Seguiranno, nei mesi di marzo, aprile e maggio, i laboratori (poesia, corpo, didattica interculturale, musica), per tradurre in suggestioni concrete quanto emerso dagli incontri iniziali, ed il percorso si concluderà presso la Camera di Commercio di Asti, con il convegno del 14 maggio 2010 “Il diverso parlare: altre parole …oltre le parole”.
A. Canavero
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- Prof. Ivano Gamelli: scarica la relazione in formato mp3 (50mb)
- Prof. Walter Fornasa: scarica la relazione in formato mp3 (50mb)