percorsi formativi

Portacomaro e il suo Laboratorio nato per caso

Qualcuno potrebbe dire che è nato per caso… a partire da una farfalla, un lichene, un tasso,… Qualcuno potrebbe dire per la determinazione di chi ha creduto che sarebbe stato possibile, qualche insegnante o dirigente… Forse è stato per la voglia di valorizzare ciò che i bambini spontaneamente portano a scuola, o per la sfida di superare lo scetticismo di chi affermava che c’era bisogno di altro, per esempio di una biblioteca… Non si sa. Ma può capitare che dal nulla nasca un Laboratorio, in una scuola dove gli insegnanti credono che l’educazione ambientale parta dalle piccole cose, dal far crescere la capacità di osservare ciò che accade intorno a noi, di formulare ipotesi e tentativi di spiegazione, di comprendere che ogni fenomeno ha strette connessioni con tutto il resto, poichè viviamo, come qualcuno ha scritto, in “un mondo tuttoattaccato”. Può capitare allora che si venga scelti come presidio (I.C. di Rocchetta Tanaro) per l’insegnamento delle scienze sperimentali, che qualcuno fornisca gratuitamente i servizi di trasporto (il comune di Asti), che più di 300 alunni da tutta la provincia giungano a visitarlo nel giro di pochi mesi, che le mamme chiedano che venga aperto anche per loro,… E l’entusiasmo può essere contagioso: da ogni parte cominciano ad arrivare reperti che possono essere ospitati nel Laboratorio, gli insegnanti esterni ospitati mandano messaggi che lasciano trapelare di aver colto il vero spirito dell’attività didattica che in esso si svolge, citando parole famose: “Le cose di ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare”. E il Laboratorio diventa scientifico oltre che ambientale, aumentando il numero dei microscopi, per consentire la scoperta di mondi invisibili. Diventa anche biblioteca per fornire libri utili nelle ricerche di alunni ed insegnanti. Diventa luogo di incontro per chi vuole approfondire la conoscenza di un approccio sperimentale all’insegnamento delle scienze (attraverso il Piano I.S.S.). E chissà cos’altro potrà diventare. Vien da pensare che se credi in quello che fai, anche se ti sembra poca cosa, può accadere che cresca, che cambi, che diventi importante e magari riesca anche a camminare con le proprie gambe su strade che tu pensavi non potesse percorrere.