storia associativa

L'Associazione Italiana Maestri Cattolici

il maestro

L'Associazione Italiana Maestri Cattolici nasce nell'immediato dopoguerra in continuità con gli scopi dell'Associazione Magistrale Italiana Nicolò Tommaseo, operante dal 1900 al 1926, e sciolta a seguito delle norme restrittive fasciste. Fondata da Maria Badaloni e Carlo Carretto vede confluire al suo interno l'esperienza associativa delle sezioni dei maestri dell'Azione Cattolica, unica forma di associazionismo consentita durante il ventennio fascista.
Il primo Congresso Nazionale si ha dal 3 all'8 settembre 1946. L'idea aggregante è quella di operare una scelta impegnativa sul piano del riscatto professionale e del sostegno alla nascente democrazia . Si vuole reagire con forza alle carenze drammatiche della scuola elementare ed alla insufficiente formazione degli insegnanti dando vita ad una associazione che "chiama tutti i maestri a raccolta e mira a soddisfare ogni esigenza di vita del maestro, della sua formazione, della sua personalità e della sua azione" (M. Badaloni alla vigilia del primo Congresso Nazionale).
il maestro I caratteri originali e qualificanti, della professionalità, ecclesialità e laicità, approfonditi e maturati nel tempo hanno sostenuto e reso operante l'identità istituzionale dell'AIMC costituendola soggetto sociale significativo nella realtà contemporanea. Il cammino intrapreso dall'associazione è ben scandito dalle sedici tappe congressuali fin qui tenutesi nelle quali si è affermato sempre con forza il primato dell'educativo e l'esigenza di mirare alla formazione di una coscienza capace di generare il confronto e il dialogo.
Il Terzo millennio vede l'Associazione rinnovata grazie alla adozione di un nuovo Statuto (approvato nel gennaio 2000) e impegnata a rilanciare la propria sfida educativa alla luce del tema del XVII Congresso Nazionale (Roma, 2-5 gennaio 2002):
"Dialogare con l'incertezza, elaborare la vita".